L’Europa deve accelerare sull’accesso autonomo allo spazio, aumentando la capacità di lancio, coordinando gli investimenti e riducendo la propria dipendenza da vettori stranieri. È l’allarme lanciato dal commissario europeo alla Difesa e allo Spazio, Andrius Kubilius, nel suo intervento alla Seconda conferenza dell’UE sull’accesso allo spazio, a Parigi. Per l’ex premier lituano, l’UE si trova di fronte a un nuovo collo di bottiglia che rischia di mettere in discussione non soltanto le sue ambizioni spaziali, ma anche la sicurezza, la competitività e l’autonomia strategica del continente.
“Se non agiamo, il nostro futuro nello spazio è a rischio”, ha avvertito Kubilius, sottolineando come l’Europa, superata la recente crisi dei lanciatori, debba ora confrontarsi con una domanda di accesso allo spazio destinata a crescere rapidamente. “Niente razzi, niente accesso allo spazio, niente futuro nello spazio”, ha sintetizzato il commissario.
Secondo i dati illustrati da Kubilius, nei prossimi dieci anni è atteso un forte incremento dei satelliti destinati alla difesa, alle attività economiche e alle grandi costellazioni. Sul fronte europeo, la domanda di lanci dovrebbe moltiplicarsi di quasi sei volte rispetto al periodo precedente.
Il commissario UE ha spiegato che per i soli programmi dell’Unione europea saranno necessari 62 lanci entro il 2034, destinati tra l’altro a Galileo, Copernicus e IRIS², la costellazione europea per le comunicazioni satellitari sicure, oltre ai nuovi servizi governativi di osservazione della Terra e ai sistemi resilienti di posizionamento, navigazione e sincronizzazione.
Le capacità attualmente previste rischiano però di non essere sufficienti. Ariane dovrebbe arrivare a dieci lanci all’anno, mentre nel solo 2031 la domanda europea potrebbe raggiungerne 14. Per Vega, a fronte di una capacità di circa sei missioni annuali, nel 2030 potrebbero essere necessari otto lanci.
Un’altra criticità è rappresentata dalle infrastrutture terrestri. Infatti, non basta produrre vettori per poter avere accesso allo spazio, ma sono necessarie piattaforme di lancio che, a detta del commissario UE, devono essere sviluppate e adeguatamente coordinate.
Ad oggi l’ESA impiega per i propri lanci due complessi presso il Centre Spatial Guyanais, situato a Kourou, nella Guyana francese, da cui operano Ariane 6 e Vega-C. ESA e Francia hanno modificato il quadro di funzionamento del CSG fino al 2035 per consentire l’ingresso di nuovi operatori commerciali. In particolare, il vecchio Ensemble de Lancement Soyuz (ELS) — inutilizzato dopo la fine delle operazioni Soyuz — potrà ospitare una piattaforma destinata ai vincitori dello European Launcher Challenge. Attualmente è anche in corso l’inserimento nell’ecosistema europeo delle basi di Andøya, Esrange e SaxaVord rispettivamente in Norvegia, Svezia e Regno Unito.
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Non è possibile dipendere da razzi stranieri
Per il commissario l’obiettivo centrale deve essere quello di garantire all’Europa un accesso autonomo allo spazio. “Non dobbiamo dipendere da razzi stranieri”, ha affermato, collegando direttamente la capacità di lancio alla competitività europea, alla sovranità strategica e alla sicurezza.
Kubilius ha ricordato che l’Europa è oggi quarta al mondo per massa portata nello spazio, dietro Stati Uniti, Cina e Russia, e presenta un ritardo anche sul piano tecnologico, in particolare nello sviluppo di vettori riutilizzabili.
Il divario emerge anche dagli investimenti. Secondo i dati citati dal commissario, gli Stati Uniti rappresentano circa il 60% della spesa pubblica spaziale mondiale, la Cina il 15% e l’Europa l’11%. Anche negli investimenti privati l’Europa sarebbe scivolata dal secondo al terzo posto, superata dalla Cina.
Uno dei problemi principali, secondo Kubilius, resta la frammentazione. I mercati spaziali europei e le capacità di lancio sono ancora troppo divisi su base nazionale, mentre nessun singolo Stato membro dispone della scala necessaria per competere autonomamente con Stati Uniti e Cina.
Kubilius ha ricordato la proposta della Commissione di incrementare di cinque volte le risorse destinate a difesa e spazio nel prossimo bilancio pluriennale dell’UE (QFP) 2028-2034, riconoscendo tuttavia che il negoziato tra gli Stati membri sarà difficile. Il commissario ha richiamato anche il sostegno espresso dal presidente francese Emmanuel Macron al recente International Space Summit, dove Commissione, Agenzia spaziale europea e Stati membri hanno delineato una visione comune di lungo periodo per il settore.
Tra gli obiettivi indicati figurano il coordinamento della domanda europea di lanci, la razionalizzazione delle infrastrutture, la riduzione delle duplicazioni, il sostegno agli investimenti privati e una maggiore “preferenza europea” nelle politiche spaziali. “Adesso dobbiamo passare dalla visione all’azione”, ha sottolineato Kubilius. Commissione, ESA e Stati membri dovranno quindi lavorare insieme per aggregare la domanda e garantire alle imprese europee una maggiore prevedibilità degli ordini.
“L’Europa ha le capacità ingegneristiche e industriali, ma ora abbiamo bisogno di ambizione, velocità e scala e, soprattutto, abbiamo bisogno di unità”, ha affermato. Con un mercato di circa 450 milioni di persone e un Pil vicino ai 20 mila miliardi di euro, secondo il commissario l’Europa possiede già le risorse economiche, scientifiche e industriali necessarie. La questione è riuscire a metterle a sistema.
Bruxelles prepara un piano d’azione per il 2027
Il commissario ha annunciato inoltre che avvierà presto un “launch tour” dell’Europa, sul modello del precedente tour dedicato alla produzione di missili.
Nello specifico, il commissario lituano visiterà siti di lancio, stabilimenti produttivi e strutture di test per confrontarsi direttamente con industria ed esperti sui principali ostacoli allo sviluppo del settore con l’obiettivo di individuare soluzioni per aumentare la produzione, migliorare l’efficienza, aggregare la domanda europea, accelerare l’innovazione e ottimizzare l’utilizzo dei siti di lancio.
“Voglio che tutti comprendano che i lanci sono la nostra più importante priorità strategica”, ha affermato il commissario, annunciando che nel 2027 intende presentare un piano d’azione europeo sull’accesso allo spazio e avviare un ampio confronto con industria, Stati membri e Agenzia spaziale europea.


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